L’Atelier Filiberto Piva: giovani sogni e antichi mestieri, perchè qui si può.

Quando torno in Valmarecchia dopo un viaggio in Puglia,  la mia macchina è colma di mobili antichi e di ricordi, oltre che di buon cibo pugliese.

Angelica, mia madre, ha sempre tenuto alle tradizioni e mi ha insegnato che un oggetto appartenuto alla famiglia non è solo un oggetto ma racchiude in sé sogni, vissuti e storie da raccontare. Lei mi ha insegnato che bisogna avere rispetto per i ricordi e che attraverso di essi, possiamo far vivere ancora le persone che abbiamo amato. Mi è sempre piaciuto sentirle raccontare le storie di quel tavolino della bisonna, la credenza della nonna, i bicchierini del rosolio, i barattoli di rame della zia Savina quando tornò in Italia dopo anni vissuti in America. Aneddoti e storie di famiglia che non basterebbero cento pagine per raccontarli.

Ricordo ancora il periodo in cui tornati dal paesino sul lago al confine con il Piemonte, dove ho vissuto fino all’età di sette anni, abbiamo abitato per un po’ nella casa dei miei nonni, una casa meravigliosa nel centro storico di Bitonto, in Puglia.

Un portone gigante ti portava in un atrio con il pavimento anni 30 in tipico stile pugliese, un grande giardino interno, una vera e propria corte in cui si affacciavano i palazzi tutto intorno. In quel giardino io e mio nonno nascondevamo tartarughe, canarini e cuccioli di ogni specie e cercavamo di non farci scoprire dalla nonna: era il nostro piccolo segreto. In fondo penso che la nonna lo abbia sempre saputo, ma non interruppe mai il magico mondo che avevamo costruito io e il nonno solo per noi.

portone-antico

In fondo al corridoio austero che portava al salone con il gigantesco quadro del Sacro Cuore di Gesù imperante sulla parete principale, c’era  la camera dei miei nonni, splendida nei suoi mobili di legno pregiato e con un armadio di quelli che oggi non se ne fanno più, ora custodito nella mia camera in casa dei miei.

Ai miei occhi di bambina il corridoio e quelle stanze incutevano un po’ di paura, forse perché sospettavo che un giorno tutto quel ben di Dio di mobili sarebbe diventato per me motivo di tristezza per la perdita dei miei nonni. Diventata grande ho capito di amare l’arredamento classico e il vintage e oggi con orgoglio cerco di far rivivere oggetti appartenuti ai miei nonni e bisnonni, di ridar loro una storia e affidarli a mani esperte e menti creative come quella di Filiberto.

Filiberto Piva e il suo atelier di restauro e decorazione a Novafeltria, Valmarecchia

Voglio raccontare il suo mestiere, oggi diventato quasi una rarità e per questo di un valore inestimabile per l’intero territorio della Valmarecchia. Il restauro e la decorazione, l’estro di un artista appena trentenne.

Non c’è persona qui in Paese che non conosca Filiberto Piva e la sua arte: una vecchia lampada o un mobile dismesso affidato nelle sue mani tornerà a vita nuova con un tocco scenografico che non passerà inosservato agli intenditori.

Filiberto ha frequentato l’Accademia di Belle Arti, ha 32 anni e vive a Novafeltria sin da piccolo. È una persona molto creativa, di quelle che non realizzano solo ciò che gli chiedi, ma di quelle che hanno un quid in più, vedono oltre quello che è l’oggetto o il progetto da realizzare. A soli 30 anni si è già occupato del restauro e della decorazione di molte abitazioni della zona.

Filiberto-Piva-Restauro-Decorazione-Valmarecchia

In Valmarecchia si può: realizzare un tuo sogno e vivere di arte. Scegliere l’arte come mestiere, non il marketing, non le luci della ribalta, non la vita delle metropoli. Prima di arrivare in un posto così non credevo potesse esserci ancora questa possibilità. Per anni ho pensato che solo la grande città avrebbe potuto darmi qualcosa in più, ma mi sbagliavo. Un posto in cui vivi circondato dal bello, da panorami che fanno sognare, è il posto in cui puoi avere la possibilità di realizzare un sogno. Proprio come è successo a Filiberto.

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Come ogni artista che si rispetti ha due rifugi: uno è il suo atelier, l’altro è un rustico romagnolo tra queste splendide colline, restaurato e arredato da lui in prima persona e finito sulle copertine di una nota rivista di arredamento (Casa Antica). Quando in Paese c’è una festa capisci subito se Filiberto è riuscito a dare il suo contributo: gli addobbi sono delicati e trasudano bellezza.

Il suo atelier è il suo mondo, è raffinato come il suo gusto estetico, te ne accorgi subito entrandoci. Alzi gli occhi al cielo e noti subito un particolare: uno specchio sul soffitto dove Filiberto ha incastrato uno chandelier recuperato in casa dei suoi stessi nonni.

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Qui ti pervade l’odore di vernice fresca e sei circondato da bozze dei suoi progetti, mobili che sta rivisitando, pennelli di ogni misura e delle migliori specie, cavalletti da dipinto, tavoli da lavoro pieni di sogni e progetti in divenire. Mi sono sempre sentita a mio agio nell’arte, in posti come questo.

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Posti che mi ricordano la casa dei miei nonni: piena di oggetti che aspettano di avere una vita nuova, nelle case dei cari, un nuovo posto nel mondo o nel cuore di chi è appassionato di arte antica, il tutto però con un ordine rassicurante.. tipico della sua forte personalità. Gli ho promesso di passare più spesso al suo atelier per prendere un caffè in sua compagnia quando cerco scambio di idee e nuove ispirazioni. Lo troverò di sicuro immerso nei suoi pennelli ad ascoltare musica classica, mentre lavora a qualche bel progetto.

Ho affidato a Filiberto i comodini della stanza dei miei nonni, troppo preziosi e carichi di ricordi per affidarli a uno sconosciuto o sostituirli con quelli dell’IKEA.

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E una lampada che la mamma ha trovato in un mercatino dell’antiquariato in Calabria, ricordi di un viaggio e paesaggi lontani…

Ho tanti altri progetti in mente e li affiderò a Filiberto. Riuscirà a trasmettere un tocco magico agli oggetti della mia famiglia e racconterà attraverso la sua arte tante altre storie simili alla mia.  Mondi onirici che i miei nonni chissà, oggi guardano da lassù e magari sorridono sapendo che sono ancora vivi nei miei ricordi.

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