La magia dei piccoli teatri italiani

Ripensandoci ora, capisco molto meglio ciò che il professore di Economia dell’Arte mi insegnò qualche anno fa riguardo al consumo di arte. Sì, consumo d’arte in quanto l’Arte può essere considerata un bene di consumo per noi economisti.

La lezione cominciò con questa frase: “Volli, sempre volli, fortissimamente volli”, pronunciata dal celebre Alfieri  (nella Lettera responsiva a Ranieri De’ Casalbigi, scritta da Siena nel 1783). L’intento di Alfieri era quello di spiegare l’impegno che assunse con sé stesso di diventare autore di tragedie teatrali, dopo la prima e riuscitissima rappresentazione di Cleopatra. Semplificando molto, il professore citò Alfieri per spiegarci il consumo di arte: più ne hai, più ne vuoi. E aggiunse anche:

“Se porterai da piccolo un bambino a consumare arte, analogamente a quanto accade per le altre abitudini di consumo, puoi esser certo che tornerà a consumare arte anche da adulto”.

Anche per me è stato così. Avevo 8 anni e la mamma mi portò in un piccolo teatro nel mio paese, vicino Bari. Tenevo ancora la sua mano e i miei occhi guardavano con meraviglia quello che mi circondava. Mi sembrava immenso. Ci sono poi tornata da grande e come spesso accade, mi sono meravigliata di quanto fosse piccolo.

Ricordo l’eleganza della tenda rossa di velluto del sipario, quell’odore di legno misto a polvere. Il suono dei passi degli attori che rimbombavano sul palco. La voce degli attori che arrivava fino alle poltroncine in fondo alla platea. Me ne sono innamorata in un istante. E da allora ho sempre frequentato il teatro e amato la recitazione.

Prima la prosa, poi l’opera quando avevo 14 anni. La mia prima volta con l’opera fu con la Tosca di Giacomo Puccini, quanto ho pianto alla fine Dio solo lo sa. Per fortuna ero su un palco e accanto a me c’erano i miei amichetti che dormicchiavano allegramente mentre io mi perdevo in quello splendore e mi immedesimavo nei personaggi. E la mia mente volava via in mondi sconosciuti.

volta-teatro-Valmarecchia

Oggi, aveva ragione il professore, torno sempre nei teatri proprio come facevo da piccola e l’emozione è sempre la stessa.

Ho scoperto che la magia si può nascondere non solo nei grandi Teatri come il Petruzzelli o Il Piccinni a Bari, il San Carlo a Napoli, la Fenice a Venezia, il Teatro Alla Scala a Milano. Ho scoperto i piccoli teatri, la bellezza degli spettacoli indipendenti e la varietà delle rappresentazioni teatrali.

Non tutti sanno dell’esistenza di una Rete Teatrale in Valmarecchia. Sono tutti piccoli teatri, nei comuni di Novafeltria, Pennabilli, Poggio Torriana, San Leo, Sant’Agata Feltria, Verucchio . Calendari attivi, puoi scoprire compagnie teatrali interessanti. Non sempre si può andare a teatro, ma questa eredità che ci hanno lasciato i Greci va coltivata e sostenuta.

Non è sempre vero che come diceva Dostoevskij “la bellezza salverà il mondo”?

Il mio piccolo contributo alla bellezza di questo splendido posto in cui vivo oggi include la mappa del come arrivare nei piccoli teatri della Valmarecchia: http://www.teatrivalmarecchia.it/dove_siamo.asp

Piccoli, attivi, storici e di una bellezza che, ne sono certa, arriverà dritto dritto al cuore di ognuno di voi.

teatro-Novafeltria-Valmarecchia

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.